Un pensionato del Missouri, James Wilson, di 84 anni, ha vinto 254 milioni di dollari (circa 200 milioni di euro) alla lotteria del Powerball. La vincita è la decima per entità in tutto il mondo per un singolo giocatore. Wilson e la moglie vivono a St. Louis e hanno tre figli adulti. La famiglia giocava alla lotteria da anni, con l'intesa che se uno di loro avesse vinto, avrebbe diviso il premio con gli altri.
Wilson dividerà la vincita con la sua famiglia: da anni il pensionato, sua moglie Shirley e i tre figli James, William e Terril acquistano biglietti della lotteria con l'accordo di dividere sempre le vincite. "Noi compriamo sempre i biglietti - ha detto Terril Wilson, - mentre mamma e papà li acquistano solo quando il montepremi diventa alto. Credo che questo sia stato il primo biglietto comprato negli ultimi sei mesi".
L'esponente di Potere Operaio e poi di Autonomia Operaia Oreste Scalzone, attualmente rifugiato in Francia, rientrerà in Italia. Lo ha confermato lo stesso Scalzone, dopo l'annuncio della prescrizione: era stata condannato, nel 1981, a 16 anni di reclusione per i reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine nel cosiddetto processo "Prima Linea-Cocori (Comitato Comunisti Rivoluzionari)".
La sentenza era stata poi annullata dalla Cassazione dal momento che la Francia dove Scalzone è rifugiato dal 1981 non aveva mai concesso l'estradizione. Il difensore Ugo Gianangeli infatti aveva ottenuto la scarcerazione per motivi di salute mentre era detenuto per ordine dei giudici di Roma nell'ambito dell'inchiesta conosciuta come "7 aprile". Anche queste accuse sono state da tempo dichiarate prescritte.
"Torno in Italia per condurre in condizioni nuove una vecchia battaglia", ha detto Oreste Scalzone all'Ansa. - "Come non posso non essere contento - ha aggiunto Scalzone, da anni rifugiato a Parigi - La vita è sempre un grumo di ambivalenze. E dunque come si fa a non avere reazioni ambivalenti?". "Chi mi conosce solo un po' sa - ha aggiunto - che in Italia vengo innanzitutto per condurre nelle condizioni nuove una vecchia battaglia. La condurrò a voce nuda, se serve sul selciato, on the road, o in luoghi adattabili all' antica congiunzione fra politica, ragionamento filosofico e teatro".
Poche parole per descrivere un omicidio, quello del piccolo Youssef, il bambino vittima della follia dei coniugi Romano a Erba. "L'ho sollevato per i capelli e l'ho sgozzato. Gli ho piantato il coltello in gola, colpendolo dal basso verso l'alto. Poi ho girato la lama", ha raccontato Rosa Bazzi ai magistrati. Perché? "Mi dava fastidio. Non la smetteva di piangere. E io non ne potevo più. Avevo mal di testa e l'ho colpito".
Il racconto-confessione della vicina di casa dei Marzouk, riportato da il Giornale, ha lasciato di sasso anche chi è abituato a sentirne di tutti i colori. Anche perché la ricostruzione di quella maledetta serata dell'11 dicembre è dettagliata, motivata. Quasi non sembra si stia parlando di un massacro.
"Olindo mi diceva: ma cosa fai? Lascia stare il bambino, vieni via. Ma io non mi sono fermata, non potevo più fermarmi. Ecco, ho fatto così e così...", ha raccontato la donna mimando i gesti.
Ma la domanda è sempre la stessa: perché? "Li abbiamo uccisi peché volevamo dar loro una lezione, non ce la facevamo più ad andare avanti così. Olindo aveva pur diritto di dormire. Non poteva andare sempre nel camper per cercare di riposare. Quelli là a volte facevano casino fino alle cinque di mattina. Olindo invece alle cinque di mattina si deve alzare per andare a lavorare...", ha risposto.
"Da un mese cucinava soltanto e sempre pasta. Ormai era insopportabile e io l'ho uccisa". Con questa incredibile confessione un uomo di 53 anni è stato arrestato dalla polizia a Trabzon (l'antica Trebisonda), nella regione nordorientale della Turchia. La donna è stata massacrata a colpi di martello. Secondo l'agenzia di stampa turca Anatolia, il cadavere della donna è stato scopertodai vicini di casa che hanno dato l'allarme.
Subito dopo aver preso a martellata la moglie, il 53enne è fuggito. Ma la fuga è durata poco. Un paio d'ore dopo l'omicidio, infatti, l'uomo è stato fermato. Una volta alla polizia non ha mostrato segni di pentimento, anzi. Durante l'interrogatorio ha spiegato le ragioni dell'omicidio: "Non si interessava più me, era insopportabile. Da un mese cucinava solo pasta". Increduli gli agenti, lo hanno arrestato.
Morte assurda per una giovane californiana nella città di Sacramento. Jennifer Strange, 28 anni, è deceduta dopo aver partecipato ad un concorso radio su chi riusciva a bere più acqua. Durante la delirante sfida, i concorrenti avevano bevuto diverse bottigliette d'acqua senza poter andare al bagno. La donna, che aveva accusato dopo il concorso un forte mal di testa, è riuscita a rientrare a casa, ma è morta poco dopo.
Il medico legale ha attribuito la morte di Jennifer Strange alla quantità eccessiva di acqua ingurgitata durante il concorso, che si è svolto nella sede della stazione radiofonica KDND 107.9 di Sacramento. La donna, madre di tre figli, si era iscritta alla gara nella speranza di vincere il primo premio, un box per videogame Nintendo. La Strange non era riuscita a vincere la competizione. Anzi, al termine della massacrante performance si era sentita male, ma aveva comunque preferito rincasare. Poco dopo, il decesso.
Un delitto feroce, compiuto per futili motivi. Per qualche criminologo il più efferato che si ricordi tra i casi di nera balzati alle cronache nel nostro Paese. Questa la ricostruzione, secondo quanto ampiamente descritto dai giornali, della sera dell'11 dicembre, quando due persone all'apparenza tranquille, hanno massacrato a colpi di coltello e martello quattro innocenti, tra cui un bambino di due anni.
19.50 - Raffaella Castagna con la madre Paola Galli e il piccolo Youssef, il bimbo di due anni, sono appena tornati a casa. Olindo Romano e Rosa Bazzi sono pronti ad agire. Da giorni seguono le due donne, sanno che arrivano ogni giorno alla stazione di Erba con il treno delle 19.40 e sanno anche che sono sole perché Azouz Marzouk, il marito di Raffaella, è volato in Tunisia per qualche giorno. E' tutto pronto, la coppia ha anche parcheggiato la macchina fuori dal cortile - cosa mai fatta - per far credere alle vittime, che avrebbero notato la cosa, di non essere in casa.
19.52 - I vicini di casa Mario Frigerio e Valeria Cherubini stanno per cenare in attesa dell'inizio del telegiornale. I Romano entrano in azione. Escono dal box e aprono il portoncino dei Castagna, di cui hanno le chiavi. In questo modo non devono suonare il citofono con il rischio che non venga loro aperto. Salgono le scale fino al primo piano armati di tutto punto: Olindo ha in mano un pesante cric preso dal loro camper e un coltello mentre Rosa impugna un altro coltello. Entrambi indossano un doppio paio di guanti per evitare il rischio di lasciare impronte digitali. Lui indossa maglietta e pantaloni, lei un abitino logoro e pantofole, tutte cose di cui si dovranno sbarazzare subito dopo.
19.53 - Suonano alla porta, la strage ha inizio. Raffaella apre senza chiedere chi è, forse pensa sia Valeria Cherubini, che ogni tanto veniva a darle una mano per il piccolo Youssef. Non appena la porta si apre Olindo, lontano dalla portata dello spioncino, lascia partire un colpo violentissimo con il cric sul volto della donna. L'autopsia stabilirà che è questo il colpo mortale, ma quando la donna cade a terra Rosa Bazzi le si avventa addosso e la colpisce con una serie di coltellate: dodici in tutto, alla testa e alla gola.
19.54 - Nella stanza accanto Paola Galli si sta mettendo il cappotto per uscire, il marito l'attende a casa per cenare. Sente i rumori provenire dall'ingresso e si affaccia per vedere cosa sta accadendo: Olindo e Rosa le si avventano contro e la colpiscono ripetutamente prima con il cric e poi con i coltelli.
19.55 - In casa Frigerio sentono dei rumori provenire dal piano di sotto, pensano a una lite in famiglia. Mario Frigerio trattiene la moglie che sta per portar fuori il cane: "Non scendere adesso - le dice - aspetta che abbiano finito di litigare".
19.55 - In casa Castagna intanto l'orrore non è ancora finito. Il piccolo Youssef piange disperato, Rosa Bazzi non sopporta gli strilli e compie lei il lavoro più terribile: si avvicina al divano sul quale è il piccolo, prende il bimbo per i capelli e con un colpo di coltello gli recide la gola. Forse il piccolo prova istintivamente a difendersi tanto che piccole ferite da taglio verrano trovate sull'avambraccio e sulla manina destra. Adesso è il momento di cancellare le prove: i due raccolgono libri, carte e quanto di più infiammabile trovano e con un accendino appiccano l'incendio, non prima di aver staccato l'elettricità per il timore che un cortocircuito possa distruggere anche la loro casa.
20.08 - Valeria Cherubini, che nel frattempo non sentendo più rumori ha deciso di portare giù il cane, mentre risale vede il fumo uscire dalla casa di Raffaella e corre a chiamare il marito. Frigerio si precipita giù per vedere cosa sta accadendo e Olindo lo prende alle spalle: il coltello si conficca nella gola dell'uomo che si salva solo grazie a un difetto congenito. La giugulare è deviata, il colpo si infrange contro l'osso, ma Olindo Romano non può saperlo e lo abbandona credendolo morto.
20.10 - Valeria Cherubini si accorge del massacro e tenta di fuggire al riparo in casa. Ma non ce la fa. E' Rosi e la più rapida ad agire: la raggiunge quasi sulla porta della mansarda e la colpisce a morte con un fendente alla gola.
20.15 - E' il momento di finire il lavoro. Olindo e Rosa mettono in lavatrice i vestiti e in un sacco della spazzatura tutto ciò che va eliminato, in particolare le armi usate per il massacro. Fatto questo si preparano per andare a Como, in modo da costruirsi il proprio alibi.
20.30 - Passano davanti a un cassonetto della spazzatura che Olindo, facendo il netturbino, sa che sarà scaricato alle otto del mattino seguente e vi buttano tutto il materiale compromettente. Entro mezzogiorno sarebbe finito nell'inceneritore.
21.38 - I due sono a Como, al Mc Donald's, dove ordinano un panino e si premurano di conservare con cura lo scontrino come prova della loro innocenza.
23.00 - In via Diaz a Erba è scoppiato il finimondo: i pompieri sono arrivati sul posto per sedare le fiamme e i corpi straziati sono stati trovati. I coniugi Romano rientrano a casa e si informano su quanto accaduto. Uno degli inquirenti dice loro che "sono morti tutti, si è salvato solo Mario". Olindo non fa una piega e ripete più volte: "Noi non eravamo in casa, eravamo a cena a Como...".
Massimo Longoni
Un po’ più di mercato e un po’ più di ambiente, con progetti dichiaratamente ambiziosi, ma che tengono conto delle resistenze dei vari potentati europei. Il «pacchetto-energia» presentato ieri dalla Commissione europea spazia dall’allarme per l’effetto serra e le misure per combatterlo, con una forte riduzione delle emissioni di Co2 anche grazie al ricorso al nucleare, ma invita pure alla separazione tra reti e fornitori di energia, sotto qualunque forma sia, gas o elettricità. Ci sono «seri problemi di concorrenza» nel settore, ha detto il commissario dell’Antitrust Ue, Neelie Kroes, i mercati dell’elettricità e del gas sono inefficienti e costosi» con «elevati livelli di concentrazione del mercato e integrazione dell’offerta». «Questo rapporto costituirà una lettura scomoda per molte società dell’energia - ha aggiunto la Kroes - prevale l’insufficienza degli investimenti e a soffrirne sono i consumatori».
Ma dietro alle forti dichiarazioni di principio, le proposte avanzate da Bruxelles si sono dimostrate molto più prudenti: la separazione proprietaria è stata avanzata come opzione al pari di quella della separazione delle gestioni. E gli Stati Ue potranno scegliere tra le due. E si sa già che Germania e Francia non hanno alcuna intenzione di cedere le armi: Edf e il governo di Parigi hanno dichiarato di non aver intenzione di separare la proprietà delle reti. Il ministro all’Industria, Francois Loos è stato chiaro: non se ne parla. Più prudenti, a parole, i tedeschi, tra i più attivi a fare lobbing per la doppia possibilità. Londra, invece, si è detta favorevole alle proposte Ue. La Commissione, pur riconoscendo che l’Italia «ha fatto molti progressi verso una situazione di piena competitività», afferma che ci sono anche «alcune ragioni di preoccupazione».
L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, ha risposto che l’invito alla concorrenza della Commissione «è pienamente condivisibile». «Tra il ’99 e oggi l’Enel ha ceduto 15mila megawatt di potenza ai concorrenti,non ha più la proprietà della rete di trasmissione Terna e delle reti di distribuzione delle principali città italiane - ha sostenuto - e infine oggi produce meno di un terzo del fabbisogno dell’energia elettrica nazionale». Quanto all’Eni, accusata di «mantenere una posizione dominante», ha replicato che la separazione societaria da Snam Rete Gas è già stata realizzata «in un contesto in cui la maggior parte dei nostri diretti concorrenti in Europa mantiene il controllo dell’intera catena del gas» e che investirà 10 miliardi di euro nei prossimi 5 anni nel piano di trasporto e stoccaggio.
Quanto alla sfida all’effetto serra, il presidente della Commissione, Manuel Barroso, ha detto che l’Ue intende ridurre in modo unilaterale le emissioni di gas del 20-30% entro il 2020 rispetto ai livelli del 1990. Un obiettivo decisamente ambizioso, considerando che attualmente le emissioni di gas serra continuano ad aumentare anche in Europa. «Se adottato, sarà di gran lunga il piano politico più ambizioso di sempre contro i cambiamenti climatici» ha sostenuto Barroso. Per arrivarci l’Ue punterà sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione dei consumi di energia, senza escludere a priori il nucleare, anche se la scelta finale sarà lasciata ai singoli governi. Il primo ministro britannico Tony Blair ha definito le proposte europee «molto importanti».
Menghistu Haile Mariam, ex dittatore etiopico riconosciuto colpevole di genocidio durante il periodo del "Terrore rosso", è stato condannato all'ergastolo in contumacia dall'Alta Corte federale dell'Etiopia. Lo riferisce l'Afp. Menghistu, 69 anni, vive in esilio nella sua residenza di lusso ad Harare, capitale dello Zimbabwe. Vi si rifugiò nel 1991, il giorno in cui scappò dal suo Paese sconfitto dalla ribellione armata del Tigrai.
Dal 1996, quando due eritrei attentarono alla sua vita, non si hanno più notizie di lui, che ha evitato accuratamente di farsi vedere o sentire. Il presidente-dittatore dello Zimbabwe, Robert Mugabe, che Menghistu aiutò contro i guerriglieri, gli è legato da un profondo debito di gratitudine e non accetterà dunque la richiesta etiopica di estradizione.
A Menghistu, che governò l´Etiopia con pugno di ferro, sono addebitati eccidi spaventosi. Fu lui a ordinare una furibonda repressione dei nemici politici facendo letteralmente scorrere fiumi di sangue nelle vie di Addis Abeba. Fu sempre lui a usare le carestie come arma di governo e a rovesciare sugli eritrei valanghe di bombe. Fu lui, infine, il mandante di "terrore rosso", come venne chiamata la spaventosa ondata di massacri che si rovesciò sull´Etiopia per assicurare il potere di quell´uomo. Da quel giorno sono passati molti anni ed è arrivata finalmente la condanna.
Una casa d'appuntamenti con vere e proprie stanze a tema - come quella con tanto di gogna e attrezzatura varia per amanti del sadomaso - è stata scoperta dai carabinieri a Torino. L'appartamento figurava come un centro estetico, ma i trattamenti che venivano offerti, a tariffe dai cento euro in su, non erano semplici massaggi, ma prestazioni che tenevano conto di tutte le fantasie dei clienti, di livello medio alto.
I carabinieri della Compagnia San Carlo hanno denunciato una donna per sfruttamento della prostituzione e messo i sigilli alla casa del piacere proibito che aveva un giro di affari sui 10 mila euro al mese.Il centro era stato allestito per accontentare tutti i gusti: c'erano stanze ad hoc per gli appassionati del sadomaso, mentre per alcuni clienti le ragazze si proponevano anche travestite da infermiere.